CARANTAN QUARTET
Il gruppo musicale Carantan quartet (il nome deriva da una monetina in rame
del valore di cinque centesimi, usata inizialmente in Carinzia alcuni secoli fa
e che oggi nella lingua friulana ha assunto il significato di “modesto”)
prosegue un progetto iniziato nel 1991 basato sul recupero e rielaborazione del
canto e della musica friulana in un arco di tempo che va dal Cinquecento fino
all’epoca contemporanea, con l’inserimento anche di alcune loro composizioni.
Sono considerati dalla critica la nuova frontiera della musica popolare e,
partendo da riferimenti strettamente tradizionali, sono “revisionisti” di
antiche melodie, per la cui esecuzione utilizzano strumenti come cornamusa,
mandolino, piffero, cucchiai, percussioni varie, organetti diatonici, e chitarra
.
E’ come rivitalizzare le proprie radici permettendo loro di intrecciarsi con
musiche da ballo europee più antiche. Dalla quadriglia, alla furlana, dalla
stiche alla vinche, al Ballo dell’Orso, i Carantan non tralasciano nulla e
ripropongono nelle feste di piazza le loro leggende musicali: storie di
emigrazione, canti satirici e contro la guerra, di donne abbandonate e umanità
varia che, in epoche remote, approfittavano delle rare feste di paese per
lasciarsi andare ad una spensieratezza poco consueta.
Dal 1991 Glauco Toniutti guida la formazione attualmente composta da cinque
musicisti fedeli alla musica tradizionale, tuttavia la rielaborazione dei suoni
e, talvolta dei testi che appaiono provocatori, ha fatto delle loro musiche un
prodotto da collocare nel filone del folk progressivo.
Fanno parte dell'ensemble oltre a Glauco Toniutti al violino, cornamusa e
mandolino, Stefanop Durat agli organetti, Andrea Barachino alle chitarra e
Melisa Rossi alla voce.
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